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Subtitles translated from English. Showing Revision 9, created 12/09/2010 by Claude Almansi .

  1. Title:
    WIPO Keynote
  2. Description:

  3. Voglio iniziare con una citazione di Jessica Litman.
  4. Nel 1994, in un articolo intitolato
  5. "The Exclusive Right to Read" (il diritto esclusivo di leggere)
  6. Jessica scrisse: "All'inizio del secolo,
  7. La legge sul diritto d'autore US era tecnica, incoerente
  8. e difficile da capire.
  9. Però non riguardava molta gente né molte cose."
  10. "Per chi era autore o editore di libri
  11. mappe, statistiche, dipinti, sculture, fotografie o partizioni,
  12. un drammaturgo o un regista, o un tipografo
  13. la legge sul diritto d'autore si applicava al proprio lavoro."
  14. "Tuttavia i librai, gli editori di rotoli per pianole e di fonogrammi, i produttori di film,
  15. i musicisti, studiosi, parlamentari e cittadini ordinari
  16. potevano fare il loro mestiere senza mai imbattersi
  17. in un problema di diritto d'autore."
  18. 90 anni dopo, la legge US sul copyright è diventata ancora più tecnica, incoerente e difficile da capire;
  19. cosa più importante: riguarda tutti e tutto."
  20. "La tecnologia, senza preoccuparsi della legge, ha sviluppato modalità
  21. che inseriscono molteplici atti di riproduzione e trasmissione
  22. - avvenimenti potenzialmente perseguibili sotto la regolamentazione del © - in banali transazioni quotidiane.
  23. "La maggior parte di noi non può più passare una singola ora senza scontrarsi con la legge sul ©."
  24. Nel 1906, quest'uomo, John Philip Souza, si recò in questo posto, il Congresso US
  25. per parlare di questa tecnologia, che chiamava le "macchine parlanti".
  26. Souza non era un fan delle macchine parlanti.
  27. Ecco cosa aveva da dire: "Queste macchine parlanti stanno per rovinare
  28. lo sviluppo artistico della musica in questo paese.
  29. Quando ero ragazzo ... davanti ad ogni casa, le sere d'estate
  30. trovavi giovani che si radunavano a cantare le ultime canzoni o quelle antiche.
  31. Oggi, senti queste macchine infernali funzionare notte e giorno.
  32. Non ci rimarrà una singola corda vocale", Souza disse,
  33. "Le corde vocali verranno eliminate da un processo evolutivo,
  34. come fu eliminata la coda dell'uomo quando discese dalla scimmia."
  35. Questa è l'immagine sulla quale vi chiedo di concentrarvi, l'immagine dei giovani radunati
  36. a cantare le ultime canzoni o quelle antiche.
  37. È un'immagine della cultura. La potremmo chiamare, usando la terminologia informatica moderna,
  38. una specie di cultura leggi-scrivi.
  39. È una cultura dove la gente partecipa nella creazione e nella ri-creazione della propria cultura.
  40. In quel senso, è una cultura leggi-scrivi. E Souza temeva che perdessimo la capacità
  41. di partecipare a questa creatività leggi-scrivi a causa di queste "macchine infernali".
  42. L'avrebbero tolta, spostata, e invece di essa, avremmo avuto il contrario
  43. della creatività leggi-scrivi, ciò che potremmo chiamare, utilizzando la terminologia informatica moderna,
  44. una specie di cultura di sola lettura.
  45. Una cultura dove la creatività viene consumata, ma il consumatore non è un creatore.
  46. Una cultura che, in questo senso, è top-down,
  47. dove le corde vocali di milioni di persone ordinarie sono andate perse.
  48. Se esaminate la cultura del 900
  49. almeno in quel che chiamiamo "il mondo sviluppato",
  50. è difficile non concludere che John Philip Souza aveva ragione.
  51. Mai prima, nella storia della cultura umana,
  52. la sua produzione era stata così concentrata
  53. Mai prima era stata così tanto professionalizzata.
  54. Mai prima la creatività dei creatori ordinari era stata così effettivamente spostata
  55. e spostata, come Souza disse, a causa di queste "macchine infernali".
  56. Una tecnologia di telediffusione e di dischi vinile
  57. ha prodotto questa cultura passiva di consumo.
  58. Questa tecnologia ha consentito un consumo efficiente
  59. - ciò che potremmo chiedere "lettura" - ma è inefficace almeno in quel che chiameremmo
  60. la produzione dilettante - quel che voglio chiamare "scrittura".
  61. Era una grande cultura per ascoltare, ma una tecnologia meno grande per parlare;
  62. una grande tecnologia per scrivere, ma non una grande tecnologia per la creazione democratica.
  63. Il 900 è stato quel secolo unico nella storia della cultura umana
  64. in cui la cultura era diventata "in sola lettura",
  65. in un contesto di creatività leggi/scrivi che risale agli inizi della cultura umana.
  66. Bene, questa era l'introduzione all'argomento che voglio difendere qui oggi.
  67. E quell'argomento invoca un'idea di cui il mio amico e collega Jamie Boyle
  68. parla da più di dieci anni.
  69. L'idea è che riconosciamo per prima che la creatività avviene in un'ecologia.
  70. Un'ecologia, un ambiente che determina le condizioni di scambio.
  71. 2° punto: queste ecologie si differenziano in modo importante.
  72. Ci sono diverse ecologie della creatività.
  73. Alcune sono incentrate sul denaro
  74. Altre non sono incentrate sul denaro.
  75. E alcune abbinano il denaro e pratiche che non dipendono centralmente dal denaro
  76. Sono ecologie diverse della creatività.
  77. Pensate alle ecologie professionali della creatività,
  78. ecologie per le quali i Beatles, o Dylan o John Philip Souza hanno creato.
  79. Per queste ecologie, il controllo della creatività è importante
  80. per assicurare il compenso necessario all'artista
  81. per creare gli incentivi affinché quell'artista crei.
  82. Queste ecologie professionali dipendono da
  83. un sistema efficace ed efficiente di copyright.
  84. Ma in quella che potremmo chiamare un'ecologia dilettante della creatività
  85. e non intendo "dilettantesca", invece intendo un'ecologia
  86. dove il creatore crea per l'amore della creatività
  87. e non per il denaro. In quel tipo di ecologia,
  88. un'ecologia che vive in quella che potremmo chiamare, seguendo Yochai Benkler,
  89. l'economia della condivisione. È l'economia in cui vivono i bambini
  90. o gli amici, o gli amanti -
  91. in quei tipi di economia, per quelli -
  92. la gente non utilizza il denaro per esprimere il valore
  93. e per definire la condizioni del loro scambio.
  94. Infatti se si introducesse il denaro in quelle economie della condivisione,
  95. se ne cambierebbe radicalmente la natura.
  96. Immaginate amici che invitassero l'altro a pranzo la settimana successiva
  97. e la risposta fosse: "Certo - d'accordo per 50 dollari?"
  98. O immaginate mollare soldi nel mezzo di questo tipo di relazione
  99. la trasformeremmo in qualcosa di molto diverso.
  100. Occorre riconoscere che la creatività, in molti contesti,
  101. nel contesto che Souza romanticizzava,
  102. è una creatività che esiste all'infuori di un'economia monetaria.
  103. In questo senso, questa ecologia dilettante non dipende dal controllo
  104. e dal copyright, bensì dipende dalla possibilità di un uso libero e della condivisione.
  105. Infine, pensate all'ecologia scientifica
  106. della creatività, dello scienziato, o del docente, o dello studioso.
  107. Ecco un quadro molto interessante, questo studioso cinquecentesco
  108. notate la sua espressione colpevole. E guardate in basso
  109. cosa sta facendo esattamente: sta copiando da quel libro.
  110. È soltanto un pirata dai tempi remoti, questo studioso qua, vero?
  111. Perché ovviamente, lo studio avanzato è ed è sempre stato questa attività
  112. di creare in un'economia mista di gratuito e di remunerato.
  113. Qui i creatori provano amore per la loro creatività,
  114. un amore che oltrepassa quanto vengono pagati.
  115. Ma è quell'economia che definisce l'ecologia mista della conoscenza scientifica.
  116. Questa ecologia non dipende dal controllo esclusivo, bensì
  117. dall'uso libero e giusto (free and fair use) del lavoro creativo sul quale nuove opere vengono elaborate
  118. poi diffuse. La chiave qui è di riconoscere che queste ecologie
  119. coesistono e si completano l'una l'altra.
  120. E qui sta il punto cruciale: un sistema di copyright deve sostenere
  121. ciascuna di queste ecologie separate. Non basta che ne sostenga una
  122. e distrugga le altre. Deve sostenere ognuna di esse, deve
  123. sostenere l'ecologia professionale della creatività,
  124. tramite incentivi adeguati e sufficienti.
  125. Però deve anche sostenere le ecologie dilettanti e scientifiche della creatività
  126. tramite le libertà essenziali dalle quali esse dipendono.
  127. O di nuovo, in modo più grafico, il copyright deve fare due cose, non soltanto una.
  128. Deve fornire gli incentivi necessari ai professionisti
  129. proteggendo le libertà necessarie alle creazioni dilettanti e scientifiche.
  130. Queste ecologie mutano. Le tecnologie le fanno mutare,
  131. le tecnologie di diffusione e del vinile le hanno cambiate
  132. nel modo che Souza temeva. I governi le cambiano.
  133. Pensate al rapporto del governo cinese
  134. con il patrimonio culturale tibetano.
  135. L'economia le cambia. Nel Settecento l'opera lirica regnava
  136. e i cantanti erano trovatori. Nel Novecento l'economia ha incoronato
  137. i trovatori, e l'opera lirica è stata sempre meno frequentata.
  138. Queste ecologie mutano, e in modo interessante e ovvio l'internet
  139. le ha cambiato drammaticamente, ha cambiato le ecologie
  140. professionali della creatività tramite tecnologie come Napster
  141. o Apple con la sua bottega musicale iTunes, producendo mercati
  142. radicalmente nuovi. e una crescita radicale della diversità di culture accessibile.
  143. la possibilità di comprare e consumare cultura prodotta
  144. ovunque e in qualsiasi forma è l'opportunità che questa cultura digitale
  145. ha prodotto per questa forma di creatività.
  146. Nel contesto scientifico, vi è stato un cambiamento epocale
  147. nel modo di produzione e di condivisione del sapere scientifico
  148. grazie a listserv straordinari che facilitano la diffusione immediata
  149. del sapere in certi campi, e a pubblicazioni libere
  150. come la Public library of science che garantisce per sempre l'accesso libero
  151. ai lavori preliminari, e a una diffusione crescente persino
  152. di strutture blog che producono una possibilità radicalmente nuova
  153. di diffondere ampiamente queste idee. E nella cultura dilettante,
  154. c'è stata un'esplosione, tramite piattaforme come YouTube,
  155. di ciò che chiamerei una specie di cultura "call and response" (chiama e rispondi)
  156. che ha ridato vita alla cultura read/write (leggi/scrivi).
  157. Voglio mostrarvene alcuni esempi,
  158. per chiarire quel che intendo dire:
  159. Tutti conoscono questo -
  160. (musica) brano di Pachelbel, il canone in re?
  161. Un adolescente, seduto nella sua camera, ne ha fatto un remix.
  162. (musica del remix)
  163. 79 milioni di persone hanno guardato questo remix
  164. e - cosa che per me è più importante, mentre 79 milioni di persono lo hanno guardato,
  165. più di 2600 persone lo hanno reinterpretato, così,
  166. scrivendo la propria versione per farla vedere da altri su YouTube.
  167. Altro esempio - questo video:
  168. (video)
  169. ha ispirato qualcuno a produrre questo video:
  170. che ha poi ispirato qualcuno a produrre questo video:
  171. Altro esempio ancora. Tutti dovrebbero conoscere il Brad Pack
  172. un gruppo di attori che si esibivano inizialmente al Breakfast Club
  173. e hanno ispirato una certa cultura,
  174. una certa generazione. La canzone Listomania, prodotta dal gruppo Phoenix,
  175. è diventata una specie di icona culturale per una generazione.
  176. Qualcuno ha deciso di prendere il video
  177. del Breakfast Club e di usarlo per fare un remix video
  178. per Listomania. Ecco il risultato:
  179. Vedete che qui sono stati soltanto modificati i movimenti, sincronizzandoli con la musica
  180. Poi qualcuno ha pensato di dover creare (una variazione?) proprio di questo. Così
  181. Brooklyn ha deciso di iniziare,
  182. E naturalmente, per non essere di resto, San Francisco decise di fare la stessa cosa
  183. E ci sono ventine di queste variazioni su YouTube, da città in tutto il mondo (?)
  184. create da gente che reinterpretano le stesse partiture originali e e crea
  185. la propria versione in questa ecologia dilettante della creatività,
  186. che condivide, ispirando altri a creare (...)
  187. È questo che intendo con "remix". Però quel che vorrei che voi riconosciate
  188. è che è la stessa cosa che Souza evocava con nostalgia romantica
  189. quando parlava dei giovani che si radunavano a cantare le canzoni
  190. moderne e antiche. Ma oggi, questo radunarsi
  191. non avviene più nei cortili, bensì tramite questa piattaforma digitale gratuita
  192. che incoraggia la gente di tutto il mondo a partecipare
  193. a questo atto di reinterpretazione culturale e a condividerlo
  194. in un'ecologia che non si basa sui soldi, ma è un'ecologia
  195. che si basa invece su questa attività di condivisione.
  196. L'internet ha cambiato queste 3 ecologie della creatività.
  197. Ma la questione cui questa organizzazione si deve confrontare è:
  198. "Il copyright ha seguito il cambiamento in queste ecologie?
  199. Ha seguito i cambiamenti mentre influenzavano
  200. queste 3 ecologie?" Secondo me, la risposta a questa domanda è
  201. molto semplice: No.
  202. Il copyright ha fallito. Ha fallito nel garantire incentivi adeguati
  203. nella cultura professionale, e ha fallito nel proteggere
  204. le libertà necessarie nella cultura dilettante, critica o scientifica.
  205. Ha fallito in tutti e due i suoi scopi e il suo fallimento non è
  206. un incidente. Il suo fallimento è un'implicazione dell'architettura
  207. del copyright quale ci è stato tramandato.
  208. Questa architettura non ha senso nel contesto di un ambiente digitale.
  209. L'architettura che provoca l'applicazione della legge sul diritto d'autore
  210. quando viene prodotta una copia non ha senso in un ambiente
  211. numerico: Regolamenta troppo, e in modo troppo scadente.
  212. Pensate all'esempio semplice di un libro nello spazio fisico.
  213. Se questi sono tutti gli usi di un libro nello spazio fisico,
  214. un insieme importante di questi usi non sono tecnicamente regolamentati
  215. dalla legge sul diritto d'autore nello spazio fisico.
  216. Leggere un libro non è un "fai use" del libro,
  217. è un uso libero del libro, perché leggere un libro non produce una copia
  218. Regalare un libro a qualcuno non è un "fai use" del libro,
  219. è un uso libero del libro, perché regalare un libro a qualcuno non produce una copia
  220. Vendere un libro è specificamente rimosso dall'applicazione della legge sul diritto d'autore
  221. in molte giurisdizioni, inclusi gli Stati Uniti,
  222. è un uso libero del libro, perché vendere un libro non produce una copia
  223. Nessuna giurisdizione al mondo regolamenta l'atto di dormire su un libro
  224. perché dormire su un libro non produce una copia
  225. Questi atti non regolamentati sono bilanciati da un insieme di atti regolamentatati necessari
  226. per creare incentivi adatti per la creazione di grandi opere nuove.
  227. Poi nella tradizione americana, vi è un sottile strato di eccezioni,
  228. atti che altrimenti sarebbero regolamentati dalla legge
  229. ma che secondo la legge devono rimanere liberi
  230. affinché la cultura possa costruire sulla base di queste opere creative
  231. senza essere ostacolata dalla legge. Entra in scena l'internet,
  232. dove - poiché è una piattaforma digitale - ogni singolo uso
  233. produce una copia. E passiamo da questo equilibrio tra usi regolamentati e non,
  234. e "fair uses", alla presunzione di regolamentazione di ogni singolo uso,
  235. soltanto perché la piattaforma tramite cui accediamo
  236. alla nostra cultura è cambiata. È la conseguenza
  237. di un'architettura, dell'architettura della legge sul diritto d'autore e delle tecnologie digitali.
  238. È questa architettura che ha causato quel che Jessica descriveva
  239. quando diceva "un mondo dove non possiamo passare nemmeno un'ora
  240. senza scontrarci con la legge sul diritto d'autore", e lo scontro no è un problema
  241. di una data generazione che non riesce ad imparare a rispettare le regole,
  242. è un problema della struttura di questo sistema di regolamentazione.
  243. A 15 anni di questa rivoluzione, mentre stiamo facendo la guerra
  244. - beh, negli US abbiamo fatto molte guerre, però la guerra particolare qui a
  245. la guerra del copyright - contro le implicazioni di questa nuova tecnologia,
  246. una guerra che il mio amico, il fu Jack Valenti, ex-capo della
  247. Motion Pictures Association of America descriveva come
  248. la sua propria "guerra al terrorismo", dove pare che i terroristi in questa guerra
  249. siano i nostri figli, dopo 15 anni di questa guerra al terrorismo, dobbiamo alla fine riconoscere
  250. il fallimento non dei nostri bambini, bensì di questa architettura.
  251. E dobbiamo sistemarla. Come faremo?
  252. Attraverso l'Atlantico per venire all'OMPI e dire che
  253. l'OMPI deve dirigere questa riforma. E questa riforma ha due
  254. componenti: a breve e a lungo termine. A breve termine,
  255. l'OMPI dovrebbe incoraggiare attivamente sistemi di licenze volontarie
  256. che creano un equilibrio migliore tra le ecologie tradizionali
  257. della produzione culturale nell'ambito professionale
  258. e le ecologie dilettante e scientifica della creatività
  259. che ho identificato. Era questo l'obiettivo del progetto
  260. che ho contribuito a fondare, il progetto Creative Commons,
  261. che mirava a concepire un modo semplice in cui autori ed aventi diritti
  262. potessero contrassegnare i loro contenuti con le libertà che desideravano assegnare ad esse.
  263. Perciò anziché l'automatico Tutti diritti riservati, questo era un modello Alcuni diritti riservati
  264. dove il titolare del copyright si riservava certi diritti
  265. e ne conferiva altri al pubblico. Ottenete questa licenza
  266. andando sul nostro sito, o su numerosi siti che l'hanno implementata
  267. indipendentemente, e selezionando gli usi o le libertà che vorreste autorizzare.
  268. Vorreste permettere ad altri di fare un uso commerciali della vostra opera?
  269. Volete permettere ad altri di farvi modifiche, e se ne fanno,
  270. volete imporre che pubblichino la loro opera modificata
  271. sotto una licenza simile, quel che chiamiamo "condividere allo stesso modo".
  272. Queste scelte producono una licenza. `E la cosa che da riconoscere è
  273. il modo in cui queste licenze diverse sostengono queste ecologie diverse
  274. in modi diversi. Così, la licenza più semplice e più libera, di sola attribuzione,
  275. sostiene ciascuna di queste ecologie, perché produce risorse libere
  276. che queste ecologie possono sfruttare per fare qualsiasi cosa
  277. ogni persona in queste ecologie vuole. La licenza "non commerciale"
  278. sostiene l'ecologia dilettante della creatività,
  279. permettendo alle persone di sapere che la propria opera verrà usata da altri
  280. secondo le regole della condivisione, e non secondo quelle della compravendita.
  281. In quell'ambito non commerciale abbiamo aggiunto quel che chiamiamo un "CC+ protocol"
  282. che offre l'opzione di munire, con un clic, di una licenza per scopi commerciali
  283. un'opera rilasciata al mondo sotto condizioni non commerciale.
  284. Così, potete rilasciare una fotografia permettendo alla gente di utilizzarla e di condividerla
  285. in modo non commerciale, però avere un modo semplice e senza costi di transazione
  286. di indicare un link a un'ente licenziante che potrebbe licenziare la stessa opera
  287. per scopi commerciali. La licenza "condividere allo stesso modo" è proiettata per facilitare
  288. la collaborazione nella cultura sia professionale sia dilettante.
  289. Per questa ci siamo ispirati al sistema operativo GNU-Linux
  290. che è licenziato sotto una licenza copyleft simile
  291. che autorizza sviluppi sia commerciali sia non commerciali
  292. e abbiamo esteso questo alla cultura. Poi proprio quest'anno, abbiamo rilasciato
  293. un insieme di protocolli per facilitare l'indicazione che un'opera è nel pubblico dominio
  294. o per rinunciare a diritti che potrebbero esistere altrimenti, affinché l'opera possa sostenere
  295. ciascuna di queste ecologie diverse in modi diversi.
  296. Lo scorso anno è stato tra i più importanti nella storia di questa organizzazione.
  297. Al Jazeera ha annunciato che un immenso archivio di materiali video
  298. sui conflitti nel Medio Oriente sarebbe reso disponibile sotto
  299. una licenza "solo attribuzione". Significa che potete prendere le registrazioni video grezze
  300. e utilizzarle in un film, trasmetterla in TV, o in applicazioni commerciali,
  301. a patto che attribuiate semplicemente la fonte ad Al Jazeera.
  302. La Casa Bianca ha rilasciato i suoi contenuti sotto una licenza Creative Commons,
  303. Wikipedia ha adottato le licenze Creative Commons
  304. come infrastruttura di tutti i suoi materiali sotto licenza.
  305. Perciò l'anno scorso abbiamo visto la più grande crescita di Creative Commons
  306. sin dal suo inizio: le licenze contrassegnano ora almeno 350 milioni di oggetti online.
  307. Secondo me, organizzazioni come l'OMPI, e l'OMPI in particolare
  308. devono adottare questa architettura: non soltanto Creative Commons,
  309. bensì ciascuna di queste architetture che importano e asseriscono il valore della
  310. licenza sul copyright. Certo, il Creative Commons non è
  311. un'alternativa al copyright, esso si basa sul copyright.
  312. E' una licenza semplice, valida e tradizionale il cui fine primario era quello
  313. di supportare queste ecologie di creatività.
  314. Ma nel sostenerle, sostiene anche gli incroci
  315. con le ecologie professionali della creatività. E queste licenze
  316. sono valide e possono essere imposte, come abbiamo scoperto la settimana scorsa in un tribunale belga,
  317. che ha attribuito a questo gruppo un risarcimento di € 4500 perché la loro
  318. opera era stata utilizzata in un modo incompatibile con la licenza Creative Commons
  319. sotto la quale era stata rilasciata. Quindi la licenza protegge gli autori e garantisce che le loro opere
  320. vengano utilizzate come loro intendevano, e mantiene il meccanismo di imposizione del copyright
  321. aperto per quelli che violano o vanno oltre queste condizioni.
  322. Secondo me, questi sistemi volontari non bastano.
  323. Oltre ad essi, ci occorrono cambiamenti
  324. nella legge, ed è questo il necessario cambiamento a lungo termine.
  325. Di nuovo, secondo me, l'OMPI deve dirigere questo cambiamento a lungo termine.
  326. E sostengo molto fortemente il suggerimento fatto
  327. dal Direttore Generale, cioè che nel contesto di questo esame a lungo termine
  328. L'OMPI dovrebbe supportare qualcosa come la commissione Blue Sky,
  329. un gruppo che ha la libertà di individuare quale architettura di copyright ha senso
  330. nell'era digitale, liberata dall'attuale impostazione di copyright
  331. che abbiamo ereditato dalla fase analoga della cultura.
  332. Secondo me, le conclusioni di tale commissione offriranno raccomandazioni
  333. per gli elementi di qualsiasi sistema di copyright: stipuleranno che il sistema debba essere semplice.
  334. Se il copyright regolamenterà i 15enni, deve essere qualcosa che i 15enni
  335. possano capire. Attualmente, non lo capiscono. Veramente nessuno capisce l'intera estensione o la complessità del diritto d'autore (della legge sul copyright).
  336. Lo studio intensamente da 15 anni e faccio tuttora errori fondamentali e ovvi.
  337. Il copyright va rifatto per renderlo semplice. E può essere rifatto
  338. per renderlo semplice, se questo fosse un obiettivo della riforma.
  339. Numero 2: deve essere efficiente. Il copyright è un sistema di proprietà,
  340. Ma è anche il sistema piu' inappropriato esistente.
  341. Il concetto più semplice dei sistemi di proprietà è sapere chi possiede cosa.
  342. Nel sistema attuale non possiamo sapere chi possiede cosa
  343. perché il sistema è stato elaborato per rinunciare all'infrastruttura necessaria
  344. per sapere chi possiede cosa. Il solo rimedio a questo problema è di procedere verso
  345. una versione moderna delle formalità, non al momento della creazione,
  346. ma almeno per mantenere i diritti sotto copyright. E in questo, sono felice di
  347. riconoscere che la RIAA ed io concordiamo sull'importanza delle formalità in un'architettura digitale
  348. per il copyright nel 21o secolo. La RIAA ha espressamente sostenuto l'idea
  349. di considerare le formalità come un modo di garantire l'efficienza del copyright
  350. e secondo me, questo suggerimento è assolutamente corretto.
  351. Numero 3: la legge deve essere mirata. Questo significa che deve regolamentare selettivamente.
  352. Se pensiamo alla differenza tra prendere copie intere dell'opera di un terzo,
  353. e fare un remix di quell'opera, e alla differenza tra gli ambiti professionale e dilettante
  354. Scusatemi, sono un universitario, quindi non posso fare a meno di pensare in matrici come questa,
  355. abbiamo una matrice del genere. Attualmente, il copyright pretende di regolamentare tutti
  356. gli ambiti. Ma questa presunzione non fa senso. Certo, il copyright deve regolamentare
  357. efficacemente ed efficientemente, per impedire che i professionisti piratino copie delle opere
  358. sotto copyright di altri. Questo va regolamentato come campo centrale
  359. della regolamentazione del copyright. Però altrettanto evidentemente, i remix di opere altrui fati da dilettanti
  360. dovrebbero essere liberi dalla regolamentazione del copyright: non "fair use" (uso ragionevole), bensì "free use" (uso libero).
  361. Il presupposto dovrebbe essere che tale uso è fuori dall'applicazione del copyright,
  362. e questo presupposto dovrebbe guidare e incoraggiare questa costruzione dilettante in base al
  363. nostro passato culturale. Poi nel mezzo ci sono casi che sono più ibridi e complicati,
  364. per i quali la legge deve attentamente individuare su come assicurare che gli incentivi siano protetti,
  365. garantendo, in contempo, le libertà. Però lo scopo di questo modello è di comprendere
  366. che l'obbiettivo deve essere di deregolamentare un ambito significativo della cultura
  367. relativa all'architettura attuale del copyright, e di concentrare la regolamentazione laddove può avere un effetto positivo.
  368. Numero 4: la legge deve essere efficace, deve funzionare realmente,
  369. ossia, fare in modo che gli artisti vengano pagati. E come ve lo dirà qualsiasi artista, il sistema attuale di copyright
  370. non lo fa molto bene.
  371. Infine, numero 5: deve essere realistico quanto alla capacità della legge
  372. di regolamentare il comportamento umano. Se pensate al problema della condivisione P2P
  373. di file a livello internazionale, a quel che la gente descrive come pirateria,
  374. dopo un decennio di questa guerra, una guerra totalmente fallita,
  375. il cui obiettivo era l'eliminazione della "pirateria" del copyright,
  376. so che la risposta di alcuni a una guerra totalmente fallita, forse
  377. di alcuni nella mia parte del mondo, è di continuare una guerra ancora più efficace
  378. contro il nemico, di alzare la posta in gioco, di punire con maggior vigore
  379. per vincere la guerra. Suggerisco di adottare la strategia opposta,
  380. di trovare un modo di concordare la pace e di adottare proposte
  381. dove le licenze obbligatorie sono licenze collettive volontarie
  382. che raggiungono gli obiettivi del copyright di pagare gli artisti
  383. senza le conseguenze insufficienti del regime attuale.
  384. Dovremmo riconoscere che se avessimo impostato questi sistemi dieci anni fa,
  385. quando furono suggeriti inizialmente da persone che proponevano di modificare il regime esistente
  386. durante questi ultimi dieci anni gli artisti avrebbero ricevuto più denaro
  387. di quanto ne hanno ricevuto sotto il sistema attuale, perché nel sistema attuale, la condivisione di file via P2P
  388. non ricompensa nessuno, salvo gli avvocati che intentano processi per mettere fine alla condivisione di file via P2P.
  389. Le ditte avrebbero visto una maggiore concorrenza, poiché più persone sarebbero state incoraggiate a partecipare
  390. ad un comportamento costruito su questo tipo di uso creativo, perché le regole sarebbero state più chiare.
  391. Però per me, come padre di tre bambini piccoli, l'aspetto più importante
  392. è che non avremmo avuto una generazione di delinquenti che sono cresciuti
  393. sentendosi dire da noi che sono delinquenti e interiorizzando l'idea
  394. che sono delinquenti, e vivendo la loro vita secondo questa idea interiorizzata.
  395. Lo scopo di questa commissione Cielo Azzurro sarà di iniziare un processo di almeni 5 anni
  396. per preparare quel che potremmo considerare come Berna 2, oppure vi incoraggerei a venire a Boston
  397. e a farlo in Boston come Boston 1, ma potrebbero cominciare a pensare a un sistema
  398. che potesse funzionare nel contesto di questa cultura digitale. Permettetemi di concludere con un'ultima
  399. riflessione. Una volta sono stato invitato a partecipare a un evento
  400. alla Association of the Bar della città di New York. Bill Patry, che mi pare parlerà
  401. dopo, era a quell'evento assieme a me. La sala per quell'evento era questa bellissima sala
  402. con questi tendaggi di velluto rosso e questo tappeto rosso. E presenziavano tante persone
  403. molto diverse, da artisti e creatori ad almeno alcuni giuristi
  404. tutti desiderosi di sapere come il sistema del fair use (uso ragionevole) potesse sostenere la propria forma di creatività digitale.
  405. Nel diritto americano, il fair use ha 4 componenti, quindi gli organizzatori dell'evento
  406. avevano deciso di chiedere a 4 giuristi di parlare per 15 minuti su ciascuno di questi 4 elementi.
  407. E la teoria era che dopo un'ora, il pubblico avrebbe capito la legge del fair use
  408. e sarebbe ripartito a creare in conformità con la legge. Però mentre stavo seduto lì a guardare il pubblico
  409. la reazione dopo un'ora assomigliava piuttosto a questo. E quella reazione
  410. mi condusse a una specie di sogno ad occhi aperti: mentre guardavo questa sala, iniziai a chiedermi
  411. cosa mi ricordava. Perché sapevo che c'era qualcosa che questa stanza mi ricordava
  412. con i suoi colori e la sua teatralità. E capii che mi ricordava qualcosa che facevo un tempo
  413. da ragazzo. Subito dopo il college ho viaggiato a lungo in questa parte del mondo
  414. concentrandomi su questo sistema di governo. E pensavo, mentre ero seduto lì
  415. a guardare quella sala, cominciai a chiedermi trasognato quando, nella storia
  416. del sistema sovietico, sarebbe stato possibile convincere i membri del Politburo
  417. che il sistema era fallito. Quando, nella storia? 1976 era di gran lunga troppo presto:
  418. nel 1976 il sistema tirava avanti abbastanza bene. 1989 era troppo tardi: se non l'avevano capito
  419. nel 1989, non l'avrebbero mai capito, no? Allora quando, tra
  420. il 1976 e il 1989 avrebbero potuto capirlo? Cosa più importante:
  421. cosa avreste potuto dir loro per convincerli che l'idea romantica con la quale
  422. erano cresciuti era fracassata e bruciata, e che continuare con il sistema sovietico avrebbe
  423. rivelato un certo tipo di pazzia? Perché mentre ascoltavo questo dibattito tra giuristi,
  424. almeno quelli tra noi negli Stati Uniti che partecipano a questo dibattito,
  425. giuristi che mantengono che nulla è cambiato, che le stesse regole valgono,
  426. che sono i pirati ad essere i devianti - forse hanno ragione su questo - ma che sono i pirati
  427. ad essere i devianti, incomincio a credere che siamo noi ad essere pazzi, qui.
  428. Il sistema di copyright non potrebbe mai funzionare
  429. nell'architettura digitale dell'internet. O forzerà la gente a smettere di creare, oppure
  430. provocherà una rivoluzione. E secondo me, tutte e due le opzioni sono inaccettabili.
  431. Noi, particolarmente in questa sede, dobbiamo riconoscere che fuori sta crescendo un movimento per l'abolizione del copyright.
  432. Gente che pensano che il copyright era forse una buona idea per altri secoli
  433. però non ha alcun senso nell'era moderna. Sono contro l'abolizionismo.
  434. In questo, mi sento più vicino a Gorbaciov che a Ieltsin.
  435. Mi sento come un vecchio comunista che cerca di preservare questo sistema
  436. in un'era nuova. E faccio la guerra a questi due estremismi. Perché entrambi
  437. porteranno alla distruzione del valore fondamentale del copyright.
  438. Se e soltanto se, secondo me, l'OMPI dirige questo dibattito, avremo una chance
  439. di evitare questi estremismi. La maggior parte della gente del mondo non tiene
  440. a preservare il copyright. Perciò, un'ultima preghiera, se siete in quel campo,
  441. cosa non molto verosimile se siete qui, però un'ultima preghiera: tutti, dobbiamo riconoscere
  442. che non uccideremo queste tecnologie. Possiamo soltanto farne dei delitti.
  443. Non impediremo ai nostri figli di essere creativi in un modo in cui io, perlomeno, non ero creativo
  444. quando sono cresciuto nel secolo scorso, possiamo soltanto cacciare la loro creatività nella clandestinità.
  445. Non li renderemo passivi. Possiamo soltanto farne dei pirati.
  446. E la questione che ci dobbiamo porre è se questo è un bene per le società libere.
  447. In America, i bambini vivono in un'era di proibizione. Tantissime attività delle loro vite sono
  448. tecnicamente contro la legge, e vivono le loro vite contro la legge.
  449. Ma quel modo di vivere la vita corrode e corrompe il potere della legge
  450. in una democrazia. Questo ente deve portare il sistema del copyright fuori
  451. da quel regime di violazioni che corrompono la legge. E dopo 15 anni, vi chiedo con urgenza
  452. di almeno cominciare insieme questo processo. Grazie tante.